Convegno Osservatorio Cybersecurity e Data Protection: governare l’imprevedibile per rafforzare la postura cyber

27 Feb 2026

Articoli

SHARE

📍 Politecnico di Milano, 26 febbraio 2026 – Convegno Cyber security e Data protection

Immaginare l’imprevedibile può sembrare un controsenso, ma nel contesto cyber è ormai una necessità. È questo uno dei messaggi chiave emersi dall’11° Convegno dell’Osservatorio Cybersecurity & Data Protection, dove sono stati presentati i risultati della ricerca 2025 che ha visto intervistate oltre 1.500 PMI e 145 grandi imprese, per analizzare l’evoluzione del rischio cyber e le strategie per governarlo in uno scenario sempre più complesso e instabile.

Il quadro che emerge è chiaro: le aziende che riescono a leggere il contesto e a integrarlo nei processi decisionali sviluppano una postura cyber più solida, capace di affrontare l’incertezza. La cybersecurity non è più solo una questione tecnologica, ma un tema di governance, gestione del rischio e continuità operativa.

 

Il mercato cyber cresce, spinto da tecnologia, normativa e geopolitica

Nel 2025 il mercato italiano della cybersecurity ha registrato una crescita del +12% rispetto al 2024, raggiungendo una spesa complessiva di 2.778 mln di euro. A trainare questa crescita concorrono diversi fattori:

  • la rapidissima evoluzione tecnologica, con l’impatto crescente di AI e Quantum Computing;
  • l’adeguamento normativo, in particolare alla direttiva NIS2;
  • la necessitĂ  di autonomia strategica in un contesto geopolitico instabile;
  • l’evoluzione delle minacce, sempre piĂš sofisticate.

I servizi gestiti restano la prioritĂ  di investimento e le prospettive indicano un nuovo impulso alla spesa nel 2026, soprattutto grazie alla NIS2: 7 grandi aziende su 10 prevedono un aumento del budget cybersecurity.

 

Dal rischio tecnico al rischio di filiera

Il contesto è definito dagli esperti come “esplosivo”: aumentano gli attacchi, crescono gli impatti sull’operatività e il rischio cyber si estende lungo tutta la filiera. Le PMI, spesso inserite in supply chain strategiche, rappresentano un punto di accesso privilegiato per i cyber criminali.

Durante il convegno è emersa con forza la necessità di superare una visione puramente tecnica della sicurezza. Il rischio cyber va integrato nel sistema decisionale dell’impresa: la compliance è un acceleratore, ma non è un traguardo. La vera differenza la fa la maturità della governance.

 

Il ruolo di ACN e la sfida dell’autonomia europea

L’Osservatorio collabora attivamente con ACN, che ha presentato dati e obiettivi strategici: nel 2026 la spesa globale cyber in UE raggiungerà 206 miliardi di euro, ma l’Italia rappresenta solo l’1,4% della spesa mondiale.
Nonostante una filiera ricca e variegata, il Paese resta fortemente dipendente da tecnologie estere. Il progetto con ACN e Politecnico punta a creare un database della filiera cyber italiana, per orientare le politiche pubbliche e favorire imprenditorialitĂ  e innovazione.

 

Fattore umano, nuove competenze e resilienza tecnologica

Accanto alla crescita delle minacce, emerge con forza il tema del fattore umano e della formazione continua, insieme alla necessità di affrontare l’obsolescenza delle infrastrutture IT e l’introduzione consapevole di nuove soluzioni tecnologiche. Oggi solo il 28% delle grandi imprese italiane dichiara di avere una visione complessiva delle attività di sicurezza, prerequisito essenziale per sviluppare un reale approccio alla cyber resilience.

Il contesto attuale evidenzia un forte disallineamento tra rischio cyber, operativitĂ  aziendale, evoluzione tecnologica e complessitĂ  normativa. Da qui nasce la necessitĂ  di nuovi profili professionali, in grado di superare la separazione tra sicurezza, business e tecnologia.

Tra le competenze più richieste si affermano figure ibride, come il BISO – Business Information Security Officer, profilo con solide competenze tecniche ma anche una forte capacità di governance e visione strategica.

Il BISO è un vero e proprio bridge tra business, tecnologia e cybersecurity: una figura business oriented, non solo tecnica, nata in contesti organizzativi complessi di matrice anglosassone. Il suo ruolo è dialogare con il team tecnico e con il board, semplificare il linguaggio della sicurezza e accelerare i processi decisionali.

Il BISO opera su piĂš livelli:

  • un piano strategico di gestione del rischio cyber,
  • la definizione e il monitoraggio continuo degli asset critici,
  • il supporto alle operazioni di M&A, con l’obiettivo di abilitare la cybersecurity come fattore di valore per il business e fornire feedback continui all’organizzazione.

 

AI, agentic AI e nuove dinamiche di minaccia

L’evoluzione tecnologica sta ulteriormente inasprendo lo scenario. L’avvento della agentic AI segna un punto di svolta: il 2025 è indicato come l’anno in cui nasce l’attaccante autonomo, capace di automatizzare l’intera catena di attacco – dall’inizializzazione alla ricognizione, dallo sfruttamento delle vulnerabilità al movimento laterale, fino all’esfiltrazione e al reporting.

Allo stesso tempo, il 2025 segna anche il passaggio della Generative AI dalla teoria alla pratica nella difesa cyber. Il suo utilizzo nelle strategie di sicurezza raddoppia, con una concreta applicazione operativa. I principali benefici riguardano:

  • l’automazione delle attivitĂ  a basso valore aggiunto,
  • il potenziamento delle competenze dei team di cybersecurity,
  • il miglioramento delle soluzioni dedicate alla sicurezza,
  • l’automazione di attivitĂ  ad alto valore aggiunto.

L’AI entra quindi come assistente nelle strategie di cybersecurity, ma i suoi progressi rendono anche lo scenario delle minacce più complesso, abilitando attacchi sempre più sofisticati e automatizzati.

 

Un quadro normativo sempre piĂš articolato

A completare il quadro, uno scenario normativo europeo in continua evoluzione, che comprende NIS2, AI Act, Cyber Resilience Act, Data Act, GDPR e DORA. Attualmente 19 Stati membri su 27 hanno recepito la NIS2 come legge nazionale, ma permangono forti differenze di implementazione a livello europeo.

Se da un lato la normativa contribuisce a far percepire la cybersecurity come un fattore strategico, dall’altro la sovrapposizione di più regolamenti aumenta la complessità della compliance, spingendo le aziende a evolvere il proprio approccio metodologico, integrando sicurezza, governance e resilienza in un’unica visione di lungo periodo.

 

Verso una cybersecurity come leva strategica

Il convegno ha confermato che la cybersecurity sta diventando un requisito differenziante nelle strategie di sourcing e un elemento chiave di resilienza. Gli incidenti cyber sono aumentati del +143% dal 2020 al 2025, il ransomware resta la principale preoccupazione dei CISO e il phishing il vettore di attacco dominante.

In uno scenario in cui gli eventi non sono più lineari e i megatrend ridisegnano il rischio, il confronto tra imprese, istituzioni e filiera si conferma il vero acceleratore per trasformare l’incertezza in capacità di governo.

Sei un nostro cliente?

https://clienti.reti.eu/

Apri velocemente un ticket di assistenza

Teleassistenza

Scarica il il software di assistenza remota

Non sei ancora un nostro cliente?

Compila il form contatti spiegandoci le tue esigenze. 
Ti contatteremo al più presto.

Iscriviti alla newsletter di RETI

Entra a far parte della community #weaReti: riceverai informazioni e contenuti esclusivi per guidare la digital transformation nella tua azienda!

Compilando questo form dichiaro di aver preso atto dell'informativa sulla privacy, presto il consenso per l'invio di comunicazioni promozionali