📍 Politecnico di Milano, 30 giugno 2025 – Secondo workshop dell’Osservatorio Cybersecurity & Data Protection
Nel contesto del secondo workshop dell’Osservatorio Cybersecurity e Data Protection, il Politecnico di Milano ha ospitato un confronto strategico sul tema: “Cybersecurity e strategie di sourcing: trovare l’equilibrio tra competenze interne ed esterne”. Un appuntamento che ha messo in luce le sfide crescenti per le grandi organizzazioni nella gestione del rischio cyber.
Un equilibrio sempre più difficile da mantenere
Secondo i dati presentati, il 44% delle grandi aziende ritiene che l’effort interno per la gestione del rischio cyber non sia sostenibile nel lungo periodo, e sta valutando l’affidamento a servizi gestiti. Questo “principio di insostenibilità” nasce dalla crescente complessità del contesto esterno, unita alla difficoltà delle aziende di adeguarsi con la necessaria rapidità.
Il contesto esterno: minacce, tecnologia e normative
- 📈 +27% di attacchi cyber rispetto al 2023, spesso automatizzati grazie all’uso dell’AI.
- 🤖 AI introdotta spontaneamente nei processi aziendali, aumentando l’esposizione al rischio.
- 📜 Normative in evoluzione: 4 CISO su 5 ritengono che le nuove regolamentazioni aiutino a ridurre il rischio.
Il contesto interno: cultura, debito tecnico e terze parti
Le aziende si confrontano con:
- Una cultura aziendale ancora immatura sul tema della sicurezza.
- Un debito tecnico crescente, legato all’obsolescenza infrastrutturale.
- La dipendenza da fornitori non IT, spesso poco allineati con le esigenze di sicurezza.
- La necessità di competenze specialistiche, difficili da reperire e mantenere internamente.
Il ruolo crescente del sourcing esterno
Solo il 4% delle grandi aziende gestisce completamente in autonomia la cybersecurity. I principali vantaggi del supporto esterno includono:
- Accesso a competenze specializzate
- Early adoption di tecnologie innovative
- Riduzione dei costi operativi
- Flessibilità nell’allocazione delle risorse
Le aziende cercano oggi modelli flessibili, capaci di integrare competenze esterne senza doverle necessariamente internalizzare, e un orchestratore in grado di coordinare fornitori verticali.
Tavola rotonda: esperienze e visioni dal campo
Moderata da Alessio Pennasilico e Giorgia Dragoni, la tavola rotonda ha visto la partecipazione di esperti del settore:
- Andrea Cabras (Webuild) ha sottolineato l’importanza della chiarezza nei ruoli durante un attacco e della presenza del CISO nel commitment aziendale.
- Cristiano Visigalli (Armani) ha evidenziato la necessità di mantenere la governance interna e rafforzare la cultura della sicurezza.
- Guido Barbero (Iveco Group) ha parlato dell’importanza della collaborazione con università e dell’attesa per una “killer application” dell’AI in ambito cyber.
- Roberto Puricelli (Marelli) ha posto l’accento sull’integrazione tra automazione e competenze umane, e sull’importanza della governance nei processi automatizzati.
Messaggi chiave emersi
- L’insostenibilità operativa nella gestione del rischio cyber è destinata ad aumentare.
- Le grandi aziende si affidano già in modo significativo a competenze esterne per affrontare le sfide della cybersecurity.
- Le istituzioni devono supportare le imprese, non solo con normative, ma anche con strumenti concreti per affrontare il cyber crime.